domenica 17 dicembre 2006

So Happy Christmass

Natale, tavole imbandite ed addobbate con candeline, rami di abete, un tripudio di rosso ed oro, Stille Nacht e So Happy Christmass che sussurrano sommessi in sala, lucette che si accendono e si spengono.
Nella migliore iconografia, questo è il Natale.
Che volete che vi dica, ma a Natale mi prende una botta di malinconia e di tristezza.
Natale mi fa venire in mente Autumn in New York, dove Richard Gere cerca disperato la sua bouillabesse e Winona Ryder muore sotto i ferri chirurgici. E sotto l'albero c'è il vuoto.
Oppure mi vengono in mente certi Natali della mia infanzia, dove non c'erano né alberi né pacchi colorati, solo qualche musica in onde medie che aumentava ancor più la tristezza. Poi sono venuti gli anni della giovinezza, con l'impegno sociale, ed il Natale era il momento di portare qualcosa a chi era più povero.
Ho un segreto desiderio. Mi piacerebbe, il giorno in cui le banche non mi assilleranno più con i loro crediti, quindi mai, fare un pranzo di Natale solo per chi è meno fortunato. Niente prenotazioni, niente ricevute fiscali, solo invitati trovati - come dice il Testo - agli angoli delle strade. Un modo per lavarsi la coscienza una volta all'anno, a mo' di Theleton? Può darsi. O forse ricordare quello che è stato, augurando concretamente a qualcuno una miglior vita.
Natale è, poi, la vigilia del nuovo anno, di un nuovo anno. Si cambia il calendario e si comincia a mettersi nell'ordine d'idee di aumentare di una unità la propria età.
Certo, da un punto di vista non cambia niente, ma vedersi avvicinare ancora di più la data di un nuovo decennio di età fa una certa impressione. Si fanno bilanci (Paolo Fox dice che è una caratteristica del mio segno) che ovviamente, vista l'aria del periodo natalizio, non sono allegri.
Potrebbe andare peggio, ma di sicuro qualcosina meglio potrebbe anche andare. Di sicuro al momento non abbiamo guerre né malattie gravi, ma qualche attimo di serenità - la felicità non è di questo mondo, se non a flash - potrebbe essere anche un nostro diritto.
Non pensiamoci, e buttiamoci sulle nostre bouillabesse e sui nostri arrosti. Fra due ore mi aspettano due salse da fare, dei maialini da latte, due vellutate e qualche imprevisto di contorno. Nel frattempo una fetta di Pandoro aumenta gli zuccheri in corpo e porta felicità.

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1 Comments:

Anonymous Anonimo dice che...

io ho fatto telethon e ti darei volentieri una mano. il giorno che lo fai, io pago il vino, e il pranzo al sacco da portar via, che non sai quanto bisogno ce n'è.

25 dicembre, 2006 17:46  

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